Fabio e Dario D'Angelo

Sulla veranda della casa
Dario tesseva con un filo
lucente le trame dei suoi
condomini ma il filo veniva
dall'esterno del sogno e più
lui tesseva più il sogno si
disfaceva, fino all'ultimo
bandolo che svanì lasciando
la casa immersa in un silenzio
spettrale.

Ahira, IASconvenscion - Surreale
da biSogni di Ahira KuroSAIwA,
Edizioni IAS, San Marino, 2000.

Per un progetto autobiografico

Nato, in ciò ultimo dei suoi anni, in una misera ma decorosa stanzetta sita in uno di quei caseggiati che tanto ben rappresentavano la fantasia di chi costruiva e continua ad edificare alloggi popolari, il nostro eroe fu, in tenera età, fagocitato da uno stormo di suore (tu sarai prete, fu la loro predizione) e risputato al mondo in tempo per capire di non conoscerlo affatto.

Fu allora che iniziarono le letture sulla gran rivoluzione, prossima a venire, che sostituirono la maestosa comunione, già avvenuta, ed il Corriere dei Piccoli.

Gli ormoni salivano e l'ingresso al liceo fu la svolta, rappresentata e presente nello stesso amabile corpo, che portò il non più fanciullo a conoscere la delusione amorosa e la presenza della fantasia sulla terra, o del dubbio (come più tardi apprese).

Impadronitosi, con altri audaci, del controllo mentale e logistico della struttura che l'accudiva per sei giorni settimanali e per nove mesi l'anno, il nostro conobbe potere e peccato, percosse e alterazioni in un crescendo di totale estraneità verso se stesso.

Tale schizofrenia aumentò attraverso i contatti, cercati ed ottenuti, con la compagnetta di banco a lui, ed ai suoi passatempi culturali, totalmente estranea. Queste distrazioni possono brevemente essere indicati dalla seguente, incompleta (come le altre che la seguiranno) lista: libri marxisti; la Nascita della Tragedia; le prime radio libere (ma libere veramente come qualcuno cantava); I Maestri del Colore; Arancia Meccanica; 2001; Ultimo tango a Parigi; Novecento; Troisi; Moretti; i film dei WHO e quelli di Herzog (belli tuttora); Il maestro e Margherita; De Sade; Novalis; i Genesis; Le mille e una notte; Esenin; Machado; il Punk; Rabelais; L'Altra Domenica con il Benigni d'annata (quello di Cioni Mario e Berlinguer ti voglio bene); Marley (Bob); gli Area.

Poi fu il lavoro, o la parvenza di esso.

In realtà la ricerca iniziò a sedici anni ma da allora (com'ebbe a confessare durante un interrogatorio) tale occupazione (la ricerca s'intende) fece a lui sempre compagnia, non abbandonandolo mai. Una fedele compagna, insomma, forse simbolo della sua esistenza (com'è egli stesso ben rappresentò sul proprio stemma raffigurandovi: Due Tasche Vuote e Rivoltate).

Il servizio militare lo staccò dalla compagnetta, così, al ritorno dalla ridente cittadina che per un anno lo aveva ospitato, girovagando tra facoltà varie trovò nuove amicizie. Continuava la passione per i fumetti, coltivata per mezzo del costoso acquisto di riviste (Corto Maltese; Dolce Vita; Il Male) e albi (Pazienza; Crepax; Liberatore; Moore, Pratt, Manara). Il cinema si faceva meno presente (la sera i pochi soldi erano di fronte a bivi obbligati) ed i libri, forse a causa d'eccessive fughe, passavano in fretta (Doblin, Vassalli e Balestrini quelli rimasti più in testa).

Rischiando di divenire (con sua gioia) padre e non potendolo essere per altrui (e rispettabilissima) scelta eccolo decidere, in pochissimo tempo, di metter su famiglia per arrivare all'agognata discendenza.

Fu forse questo uno dei motivi che lo portarono nuovamente ad appassionarsi di libri e di musica (I.B.Singer, Moscovici e Montale su tutti, Musil, la scoperta del fado e del tango, Conte, la voce roca di Waits) e di sesso nei fumetti (Blue). Il cinema fu da lui più comodamente gustato in videocassetta (il Neorealismo, Blade Runner, Il marito della parrucchiera, Pasolini, Fino alla fine del mondo) almeno finché il videoregistratore non fu sequestrato dal piccolo angioletto e dalla di lui graziosa, e più piccina, sorellina. Quindi fu la rete.

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